L'albergo, originariamente pensione Orsatti, ha origini ottocentesche ed ha preservato tutt'oggi un'aspetto tipico e caratteristico che si sposa in maniera perfetta con l'ambiente circostante.

Si può notare nelle varie sale lo stile incofondibile unito alla funzionalità e ai confort che circondano gli ospiti dell'albergo. Lasciatevi incantare dalla magica atmosfera trasmessa dalle centenarie mura, dalle ampie terrazze e dalla magnifica facciata.
L'Abetone era frequentato da turisti fin dalla metà dell'Ottocento. Tra di essi è da ricordare Francesca Alexander, americana di Boston, figlia di un pittore e di una ricca ereditiera, che con i genitori iniziò fin da giovane a passare le estati sulla montagna pistoiese; frequentava il popolo dei monti e i poveri montanini erano da lei aiutati a sopravvivere, divenne grande amica di Beatrice di Piandegliontani, la poetessa pastora analfabeta che con le sue ottave ha meravigliato tutti i letterati dell'epoca.

Nel 1904 si cominciarono ad usare le zone dell'Abetone per lo sci e la località fu riscoperta come luogo di villeggiatura sia estiva che invernale, dando inizio ad una rinascita basata sul turismo.
Il territorio dell'Abetone è sempre stato (almeno fino dal tempo dei romani) luogo di valico dell'Appennino, tant'è che si narra sia stato utilizzato anche da Annibale per entrare nell'Etruria. Infatti, del comprensorio sciistico dell'Abetone fa parte il Passo d'Annibale alla quota di 1798 m s.l.m.

Nel 1766 iniziò la costruzione della strada (già pensata fin dai primi del secolo) che univa il Granducato di Toscana con il Ducato di Modena attraversando l'Appennino, nel tratto più basso chiamato "Serrabassa" dai modenesi e "Boscolungo" dai toscani, e creando appunto il "Passo dell'Abetone".

Il progetto fu redatto da Pietro Giardini per la parte modenese e Leonardo Ximenes per quella toscana infatti la strada veniva chiamata Via Ximeniana (l'odierna Strada statale 66).
"Approfittate della stagione invernale per indimenticabili sciate.."